Assistente sanitario gestione seduta vaccinale

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Competenze professionali dell’Assistente sanitario previste durante la seduta vaccinale, in particolare nella gestione di eventuali reazioni avverse immediate.

Alla luce del quadro normativo vigente (legge 42/1999), del profilo professionale (DM 69/97), del Codice deontologico e dell’ordinamento didattico della laurea in Assistenza sanitaria e dei principali pareri tecnico-giuridici disponibili, l’Assistente sanitario è legittimamente inseribile nel percorso vaccinale con piena titolarità del processo, dall’anamnesi alla somministrazione, nonché nella gestione delle eventuali emergenze immediate in seduta vaccinale. Per quanto riguarda la somministrazione di adrenalina e di altri farmaci previsti nei kit di emergenza, i documenti esaminati convergono nel ritenere che tale attività, pur essendo collegata a una decisione clinica di competenza medica, possa essere affidata all’Assistente sanitario, in possesso, anche di ulteriore formazione teorico-pratica in Basic Life Support and Defibrillation (corsi BLS-D). In situazioni di urgenza/emergenza, qualora la somministrazione del farmaco salvavita (ad es. adrenalina i.m.) risulti indispensabile e le procedure aziendali la prevedano, l’Assistente sanitario non solo è abilitato, ma è tenuto a intervenire in quanto professionista sanitario, potendo trovare fondamento anche nel principio di stato di necessità di cui all’art. 54 c.p., sempre nel perimetro dei protocolli aziendali e delle proprie competenze formali. Con riferimento al posizionamento di un accesso venoso periferico, i pareri disponibili riconoscono che si tratta di un atto tecnicamente contiguo al prelievo venoso (attività sanitaria generica, non di per sé specialistica) e che non esiste, allo stato attuale, una norma primaria che ne riservi l’esecuzione in via esclusiva a una singola professione; è pertanto sostenibile che l’Assistente sanitario possa eseguire tale procedura nel contesto dell’emergenza post-vaccinale. In materia si ricordano due ricorsi presentati dall’IPASVI e rigettati dal TAR del Lazio e dell’Emilia-Romagna le cui sentenze sono ormai passate in giudicato.

Indicazioni della Presidente CdA Nazionale Daniela Addis e della FNO